Roma 'Il nuovo sistema elettorale dovra' evitare la frantumazione della rappresentanza parlamentare e mantenere un impianto tendenziale bipolare'. E' quanto si legge in un passaggio del comunicato diffuso al termine dell'incontro tra le delegazioni del Pdl e del Pd. E se i piu' ottimisti (candidi, potremmo dire) possono vedere in questi contatti le tracce di una ritrovata maturita' politica dei parlamentari, c'e' chi e' di tutt'altro avviso. 'Riteniamo pericolosi e oscuri per la democrazia questi incontri da sottoscala fatti non alla luce del sole'. Cosi' Antonio di Pietro, che ha annunciato che non partecipera' alle consultazioni promosse dal Pdl sulla riforma elettorale. Una delegazione dell'Idv incontrera' invece il Pd.Di Pietro ha proposto che il confronto sulla riforma elettorale avvenga 'nelle competenti commissione Affari Costituzionali, in Parlamento e in modo trasparente. L'idea che qualche partito si metta d'accordo prima per tutelare i propri interessi e' ha proseguito Di Pietro una scelta antidemocratica e pericolosa'. L'ex pm ha poi spiegato che il suo partito si batte per mantenere un sistema maggioritario in un ambito bipolare, 'in modo che i cittadini sappiano prima quale coalizione, quale governo e quale programma votano. La riforma elettorale ha concluso deve essere ampiamente condivisa, e in modo particolare dal milione e 200.000 cittadini che hanno firmato il referendum'.'Non c'e' nulla di discusso sinora che possa far temere qualcosa di negativo alla Lega e al Terzo Polo'. Ad assicurarlo e' il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa al termine del primo giro di incontri, con Lega e Pd, sulla legge elettorale. 'Quello che stiamo facendo con queste riunioni aggiunge rispondendo ai cronisti non e' un'ammuina, ma il tentativo del Pdl, che e' il primo partito di maggioranza relativa, di accelerare al massimo le cose sulla strada delle riforme. Ne' vogliamo essere quelli che danno le carte'.'Si sentono troppe chiacchiere in liberta' sulla legge elettorale, per cui e' bene fare chiarezza: la Lega e' categorica in proposito nel ribadire che prima si riduce il numero dei parlamentari e poi si affronta la materia elettorale. Non vorrei dover pensare che il dibattito sulla legge elettorale serva soltanto ad evitare la riduzione del numero dei parlamentari'. Lo afferma Roberto Calderoli ex ministro per la Semplificazione Legislativa e padre dell'attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum.Veronica Benigno
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