Grosseto : "Concordo con il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, che ha invocato ''una maggiore sobrietà informativa', ma respingo con sdegno l’illazione che l’audio della telefonata tra Schettino e De Falco possa essere stato “diffuso” dalla difesa". Lo afferma l’Avvocato Bruno Leporatti, difensore di Francesco Schettino, in merito alle dichiarazioni del capo della procura milanese che, con riferimento alla pubblicazione di atti del procedimento per il naufragio della Costa Concordia, ha parlato di un “errore clamoroso” e di “una leggerezza”. "La difesa, ma anzitutto l’immagine pubblica del Comandante Schettino, sono state gravemente lese dall’incontrollata diffusione di atti e di 'indiscrezioni'(verbali, video, audio e brogliacci di intercettazioni ambientali) cui gli organi di informazione hanno potuto attingere a piene mani, nonostante il segreto d’indagine - scrive Leporatti - Tale fuga di atti e notizie, certamente non imputabile alla difesa che, sugli atti di cui è venuta legittimamente a conoscenza, ha mantenuto il più stretto riserbo, ha ingenerato nell’opinione pubblica un pregiudizio negativo sulla persona e sul comportamento del Comandante Schettino, distraendola da una serena ed oggettiva valutazione di tutti gli aspetti di questa complessa vicenda: pare, quindi, evidente che la parziale ed orientata diffusione degli atti non abbia che danneggiato l’indagato. Dolersi di quanto è accaduto, però, non basta. C’è, piuttosto, da augurarsi che la Procura abbia svolto le opportune indagini al fine di accertare le personali responsabilità di chi, danneggiando anzitutto la difesa, ha diffuso urbi et orbi l’audio della nota telefonata e non solo".
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