«Noi credevamo è un film tragico, catartico, che spero produca nei giovani qualcosa e tolga al Risorgimento quell'aspetto imbalsamato. Questa una della tante dichiarazioni del regista Mario Martone oggi al Lido dove ha incontrato la stampa per presentare il terzo titolo italiano in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Il film, realizzato con il sostegno del Comitato Italia 150, racconta il Risorgimento senza retorica e con una prospettiva inedita. «È un film storico - dice ancora il regista - fatto con materiali storici anche se, va detto, non strizza troppo l'occhio all'attualità». La figura di Mazzini per questo film nato sull'onda dell'emozione dell'attentato dell'11 settembre, riconosce il regista napoletano può ricordare il terrorismo. «Va detto che lo stesso Marx ed Engels vedevano in Mazzini un terrorista, comunque un uomo di cui non condividevano troppo i metodi estremi». La figura da terrorista quella di Mazzini che, sempre secondo il regista, «è più vicina all'integralismo religioso che alla Brigate Rosse. Mazzini era un uomo profondamente religioso e mistico che allevava in qualche modo dei martiri». La pellicola, liberamente ispirata all'omonimo romanzo di Anna Banti e a fatti realmente accaduti, racconta attraverso gli occhi di Salvatore (Luigi Pisani), Angelo (Valerio Binasco) e Domenico (Luigi Lo Cascio) la storia d'Italia tra il 1824 e il 1862. Toni Servillo con tanto di barba interpreta Giuseppe Mazzini, mentre Luca Zingaretti è Francesco Crispi. Frutto di scelte dolorose e del coraggio di molti uomini il percorso verso l'Unità d'Italia, delineato da Martone, viene raccontato attraverso gli occhi e la vita di tre ragazzi del Sud Italia, Domenico (Luigi Lo Cascio), Angelo (Valerio Binasco) e Salvatore (Luigi Pisani). Il film si apre con la feroce repressione borbonica dei moti del 1828 e l'uccisione dei fratelli Capozzoli. Quell'episodio segna un passaggio fondamentale nella vita dei tre giovani che decidono di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. La storia si suddivide in quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine del processo risorgimentale per l'Unità d'Italia. Le vite dei protagonisti, Domenico, Angelo e Salvatore vengono segnate dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari. Tra slanci ideali e disillusioni politiche. Sullo sfondo la frattura tra Nord e Sud. Applausi piuttosto contenuti alla proiezione stampa.
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