Berlino 300000 biglietti venduti, 20000 accreditati, da 116 paesi del mondo. I numeri della scorsa edizione della Berlinale ne hanno confermato il posto speciale tra i grandi Festival del cinema. E a giudicare dal fermento di Potzdamer Platz e dalla nottata in bianco che in tanti hanno passato davanti al botteghino dei biglietti, sembrerebbe che la numero 62, appena iniziata, prometta altrettanto bene. Le sale da questa mattina hanno dato il via alla ricchissima programmazione, ma ad aprire ufficialmente il Festival sara' la consueta serata di gala al Berlinale Palast. Il direttore Dieter Kosslick e il presidente della giuria internazionale Mike Leigh presenteranno il film d'apertura, 'Les adieux a' la reine ', del regista Benoit Jacquot, con Diane Kruger, Lea Seidoux e Virginie Ledoyen, accolto dalla stampa questo pomeriggio con scarso entusiasmo e non poche perplessita'.La Berlinale incarna per tradizione l'essenza dell'anno appena concluso. Le tematiche affrontate ne percorrono le emozioni, fanno riflettere sugli eventi che piu' ne hanno segnato il corso, e osservarli da diverse prospettive.Cosi', diversi titoli nel Concorso girano intorno a cambiamenti radicali e partenze. Produzioni che vanno dal Brasile a Honk Hong, passando per Portogallo, Grecia, Filippine. Qualche titolo: l'inglese ' Bel ami', primo lungometraggio per Nick Ormerod e Declan Donnellan, con Robert Pattinson, Uma Thurman, Kristin Scott Thomas e Christina Ricci. Brillante Mendoza presenta invece 'Captive', una co produzione tra Francia, Filippine, Germania e Inghilterra. Poi il pluri candidato agli Oscar 'Extremely Loud and Incredibly Close', del regista americano Stephen Daldry. Dalla Grecia arriva 'Meteora', di Spiros Stathoulopoulos, mentre da una co produzione tra Portogallo, Germania, Francia e Brasile 'Tabu', di Miguel Gomes. A rappresentare l'Italia in concorso il film 'Cesare deve morire', di Paolo e Vittorio Taviani.Insieme al regista Mike Leigh, la giuria del Festival vede quest' anno Anton Corbijn, Asghar Farhadi, Charlotte Gainsbourg, Jake Gyllenhaal, Fran and ccedil;ois Ozon, Boualem Sansal e Barbara Sukowa. Atteso, tra gli altri premi, l'omaggio e orso d'oro alla carriera per l'attrice Meryl Streep, dagli anni '70 incantevole presenza nel mondo del cinema.Chi conosce la Berlinale, sa che la parte piu' gustosa si nasconde nelle rassegne parallele, che meritano qui un accenno, prima che siano gli stessi film a parlarne per bene. 'Panorama ' si divide tra prime mondiali e debutti alla regia, con film provenienti da ogni parte del mondo. 53 lungometraggi, tra programma principale, Panorama Special e Panorama Dokumente. In programma 'Cherry', starring Heather Graham, James Franco e Lili Taylor, dove una giovane donna esplora la sua sessualita' e deve fare i conti con i pregiudizi di chi le sta intorno. Mentre un'altra affitta gatti alle persone sole in 'Rentaneko'(Rent a Cat), della filmmaker giapponese Naoko Ogigami. E poi il mondo minacciato da mondi extraterrestri in 'Iron Sky', del regista finlandese Timo Vuorensola, o il road movie nepalese 'Highway', del regista Deepak Rauniyar.Della consistente, politicamente impegnata Panorama Dokumente fanno parte quest'anno due lavori italiani, il documentario 'The Summit', di Massimo Lauria e Franco Fracassi, e 'Diaz Don't clan up this blood', di Daniele Vicari, con Elio Germano, Alessandro Roja e Claudio Santamaria. Entrambi partono dalla vicenda della morte del dimostrante Carlo Giuliani, al G8 del 2001, per denunciare le bugie ad essa seguite, e andare oltre.Lo Tsunami del marzo 2011 e l'episodio della fusione della centrale nucleare di Fukushima sono protagoniste in 'No Man's Zone', di Fujiwara Toshi, di produzione franco giapponese, 'Friends after 3.11', di Iwai Shunji, e 'Nuclear Nation', di Funahashi Atsushi. 'Focus sulla primavera araba ' mette in immagini l'anno che il mondo arabo ha appena vissuto, i cambiamenti politici e sociali, le rivolte e le cadute di grandi dittatori. Documentari e film che affrontano la tematica con sguardo critico, ma anche ironico. Come in 'The Last Friday', del giovane regista Yahya Alabdallah, dove un tassista si vede costretto a fare un po' di ordine nella sua fallimentare assistenza, mentre percorre in lungo e in largo Amman, capitale della Giordania. Il Teddy Queer Award, premio della rassegna gay, sara' quest'anno consegnato all'aeroporto di Tempelhof. Tra i film in concorso, 'Bugis Street Redux' di Yonfan, Hong Kong, ci proietta per 2 ore in una rumorosa e sexy casa dei matti gay. 'Forum ' racconta la vita di ogni giorno, tra conflitti generazionali e conseguenze del progresso. In 'Formentera', di Ann Kristin Reyel, una giovane coppia in vacanza esplora gli ideali della generazione dei propri genitori e si confronta con i dubbi e il non detto della propria relazione.'Trust in Taste' e' il motto della 6a edizione di 'Culinary Cinema', e poi 53 film da 32 paesi per 'Generation', e la Berlinale Special, spazio dedicato ai filmmaker contemporanei, tra ritratti di personaggi speciali, formati speciali e masterpieces restaurate. Due curiosita': il debutto alla regia di Angelina Jolie 'In the land of blood and honey', e un documentario di ben 900 minuti di Mark Cousind, dal titolo 'The story of film: an odyssey'.Per gli spettatore dal palato fine, il 10 febbraio e' prevista la proiezione della versione restaurata di'Oktober', del 1928, di Sergei M. Eisenstein, accompagnata dalla colonna sonora originale di Edmund Meisel riproposta dalla Berlin Radio Symphony Orchestra.Di ragioni per seguire la Berlinale 62, insomma, non sembra ne manchino. Non resta che augurare a tutti una buona visione.Tiziana Puleio
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